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I vini dei "Colli di Scandiano e di Canossa" stanno conoscendo
un lusinghiero successo di pubblico.
Questo sempre più vasto consenso è in ragione delle
caratteristiche di gusto e di aroma dei vini stessi che ben si accompagnano
alle nuove elaborazioni della nouvelle cusine ed alle espressioni
della cucina tradizionale e tipica.
Ottimi i bianchi secchi, frizzanti e spumanti, come aperitivi, i quali
accompagnano, nella versione frizzante, anche un pasto leggero purchè
le preparazioni siano di struttura delicata.
Nella versione frizzante o spumante, amabile
o dolce, i bianchi sono eccellenti quali vini da dessert trovando
affinità con i dolci, in particolare, ciambella, pandoro,
biscotti.
Ottimi anche i rossi secchi che si abbiano felicemente con primi
e secondi piatti e con formaggi a gusto e struttura più marcata,
mentre i rossi, amabili e dolci, ben si accoppiano a pasticceria
da forno e fragole.
I vini dei "Colli di Scandiano e di Canossa" sono schietti
e tipici come tipica e schietta è la loro terra di origine.
I vini dei Colli di Scandiano e di Canossa hanno tradizioni
illustri e secolari. Tracciare un profilo storico di questi vini è
impresa quasi impossibile. Mancano dati, confronti, documenti. Quello
che è noto a tutti, è il grande prestigio che già nei secoli scorsi
si affiancava al nome di questi vini.
Qualche esempio: nel XV secolo la Granduchessa di Toscana, moglie
di Francesco I dei Medici, annotava su un suo diario di viaggio "Il
buon vino di Scandiano, fresco e frizzante".
Qualche secolo più tardi, nell'Ottocento, il
Venturi analizza in modo sistematico le tecniche di produzione, le
quantità di vino prodotto, la sua collocazione sul mercato e continua
la sua testimonianza sostenendo che la maggior quantità della produzione
va all'estero.
Non manca a questo punto una valutazione sui vini stessi "in fragranza,
in spirito e sapore, superano quanti altri vini si fanno da Rimini
a Piacenza, onde gli esteri lo acquistano con piacere".