Qualità e potatura invernale - Consigli di potatura della vite
Dott. Meglioraldi Stefano, Dott. Vingione Matteo.
Riassunto: si consiglia per il semi-bellussi ed il Sylvoz un carico medio 18-20 gemme per metro di cordone, variabili a seconda delle variet� e del suolo e nel GDC o Cordone Speronato di tenere circa 12-15 gemme per metro di cordone.
In questo periodo, guardando attentamente le proprie piante, � possibile tirare un bilancio dell´annata e impostare correttamente la serie d´interventi per la prossima stagione vegetativa, siano essi di potatura, di concimazione, di lavorazione del suolo, o di gestione della chioma.
Il primo punto sul quale interrogarsi � il confronto tra il carico di gemme lasciato l´anno precedente e la quantit� d´uva prodotta. Con la potatura invernale si decide in buona parte la quantit� d´uva che sar� prodotta l´anno successivo. Occorre allora inizialmente porsi davanti uno specifico obbiettivo produttivo da raggiungere, non dimenticando come quantit� e qualit� siano strettamente collegati.
Dai risultati delle prove eseguite sui nostri semi-bellussi e su altre forme di allevamento negli anni passati abbiamo infatti verificato che maggiore � la quantit� di uva prodotta, minore � la qualit� della stessa. Con qualit� per� non intendiamo solo il grado zuccherino, che anzi in certe annate ha dato risultati positivi (buoni) anche con produzioni elevate, ma tutte quelle componenti secondarie (polifenoli) e in particolare gli antociani (che danno il colore al mosto) che caratterizzano il prodotto uva e in seguito il prodotto finale (mosto, vino, ecc.).
In effetti, i nostri risultati e quelli ottenuti in altre regioni, indicano come all´aumentare della quantit� d´uva prodotta, pur con grado zuccherino simile, ad esempio 17� Babo, si manifesta un´elevata caduta di colore, che risulta quindi indipendente dal grado di maturazione dell´uva. In particolare questo fenomeno si vede, nel reggiano, con produzioni superiori ai 300 quintali ettaro. Vigneti con tali produzioni hanno mostrato un bassissimo colore, pur mantenendo, a volte, un buon grado zuccherino. Di conseguenza il montegradi (grado zuccherino per quantit� d´uva prodotta), ancora utilizzato in molte cantine sociali come parametro di pagamento, privilegia i vigneti produttivi, e non premia il prodotto migliore.
In caso quindi d´elevate produzioni il parametro grado zuccherino, risulta quindi inefficace ad indicare le uve qualitativamente migliori, e subentra invece un parametro migliore, pi� efficace, quale la produzione ettariale. Controllando quindi le produzioni ottenute dal socio � possibile retribuire con maggiore correttezza il vendemmiato, soprattutto in vitigni come l´Ancellotta in cui il colore influenza direttamente l´andamento del mercato.
In termini di potatura, i risultati qualitativamente peggiori erano stati ottenuti, per il vitigno Ancellotta, con una carica superiore alle 110 gemme per ceppo su semibellussi posto in terreni fertili, di medio-impasto e superiori alle 90 gemme su terreni argillosi; mentre per il Salamino i risultati peggiori si ottenevano gi� oltrepassando le 80 gemme per pianta. Si consiglia perci� per il semi-bellussi un carico medio 18-20 gemme per metro di cordone.
Nel Sylvoz, un carico di gemme di circa 30 gemme per metro, lasciate in diverse prove in anni e terreni diversi (medio impasto ed argilloso), ha comunque portato ad una produzione di circa 10 kg/m, una produzione sicuramente eccessiva (grado medio 14� Babo). Si � quindi visto che per ottenere un prodotto ettaro di circa 220-230 qli bastava mantenere nel Sylvoz una carica di gemme intorno alle 18-20 gm/metro, circa due archetti da 9-10 gm (considerando anche le gemme della curvatura). Questa quantit� di prodotto rendeva possibile un buon risultato qualitativo.
Fermo restando le indicazioni precedenti, occorre per� fare i conti con la pianta che ci sta di fronte. Occorre cio� vedere se in relazione al numero di gemme lasciato l´anno precedente, la vite ha emesso abbastanza legno (dal cordone) per garantire la possibilit� di trovare nuovi archetti, ma anche una parete vegetativa consistente, e la possibilit� di scegliere su diversi nodi il tralcio migliore.
Su GDC, ad esempio, una carica di 24 gemme per metro � risultata eccessiva per garantire un legno da rinnovo sufficiente; questo ha portato a tenere speroni posizionati su legno vecchio e non sul cordone. Si consiglia perci� su GDC di tenere circa 12-15 gemme per metro.
Il concetto fondamentale che deve guidare la potatura del GDC � quello di lasciare speroni di massimo 2-3 gemme, iniziando a contare dalla prima gemma staccata dal cordone. Uno sperone pi� lungo ha come terribile conseguenza l´invecchiamento del cordone, ovvero la partenza unicamente delle gemme apicali e il progressivo allontanarsi della produzione dal cordone. Questa � la prima e fondamentale regola da mantenere in caso di speronatura.
Spesso, osservando i vigneti in campagna ci accorgiamo che la pianta emette solo pochi tralci, in punti ben definiti, a volte di grosso diametro ed estremamente lunghi. Questo pu� trarre in inganno, e la connotazione pianta vigorosa assume un significato errato. Una pianta in grado di sopportare una buona produzione fornendo ottimi risultati qualitativi, � quella che presenta numerosi tralci che partono dal cordone, in posizioni diverse, e che quindi mostrano una parete vegetativa uniforme in grado di produrre un´elevata quantit� di zuccheri e polifenoli, e che inoltre garantisce al viticoltore la possibilit� di scelta e di rinnovo dei punti di emissione dei tralci.
In caso ci� non si verifichi, occorre ridurre il numero di gemme lasciate, che evidentemente � troppo alto rispetto a quello che pu� sopportare la pianta ed eventualmente, in caso di tratti vuoti, conviene accorciare il cordone in modo tale da favorire il ricaccio delle gemme basali e latenti.
Allo stesso modo per evitare lo svuotamento del cordone (accecamento dei nodi) occorre, nei tagli eseguiti, non eliminare la zona detta del "colletto", dove il tralcio si inserisce sul cordone e dove si trovano gemme pi� piccole, ma tagliare eventualmente speroni unigemma, facendo per� attenzione a non lasciarne pi� di uno o due per nodo.
Per quanto riguarda gli archetti infine, devono avere una curvatura piuttosto stretta, ad U rovesciata, senza angoli acuti, per favorire la partenza di tralci dal cordone, ovvero dalla base del tralcio, piuttosto che sull´archetto stesso, inutilizzabili per il rinnovo. Questi archetti devono essere inoltre di lunghezza non eccessiva, per favorire il ricaccio sul cordone.